CON LE GAMBE DELLE PERSONE

Uno dei colleghi che stimo maggiormente è solito usare questa frase: “Le idee camminano con le gambe delle persone.”

Sabato notte, mentre con altri amici salivo e scendevo montagne, pensavo che cosa stavamo realizzando insieme e che cosa era cominciato circa un anno fa; allora ero partito in solitaria di notte cercando di completare il percorso del nascente “Gran Trail dei Promessi Sposi” prendendomi da qualcuno del pazzo o, peggio ancora, dell’illuso, ma qualcuno ci aveva creduto fin dall’inizio e qualcun altro aveva in seguito manifestato il suo interesse per l’idea. Poi un anno è passato, durante il quale grazie soprattutto all’incessante “martellamento” di altri due pazzi, Roberto e Gianluca, la voce si è via via diffusa, e man mano che il momento si avvicinava si sono moltiplicate le mail e i “mi piace”. Qualcuno ha poi iniziato con il dire “Magari solo per un pezzo, ma ci sarò.” Ci vuole coraggio, in effetti, a manifestare la propria adesione a qualcosa di ancora piuttosto fluido, diverso dal solito ed in evoluzione, non la solita gara in cui basta connettersi, in cinque minuti sei iscritto e magari hai già prenotato anche l’alloggio, non il solito megaraduno da 500 e più runners in cui molti si conoscono e tutto è organizzato perfettamente; inteso che questa non è una critica, ho partecipato e continuo ad iscrivermi a molte gare di corsa in montagna, mi piace e mi diverto molto! Semplicemente l’unica cosa che chiunque poteva vedere era un’idea, troppo poco ancora per attirare grandi folle, troppo poco per infondere sicurezza di fronte ad un percorso cosi impegnativo. Eppure molti hanno scritto ringraziandoci e chiedendoci di non lasciarla cadere questa idea.

Così eccoci sabato 22 giugno alle 22 a Pescarenico per il ritrovo presso il punto di partenza, e qualcuno questa volta c’è!

Matteo, Luca, Haris che già conosco, e poi ancora Luca e Marco che hanno deciso di provare l’avventura. Ci sono poi la mia famiglia, altri amici che si aggiungeranno domani mattina a Lecco e soprattutto i nostri “angeli custodi”, Roberto e Gianluca. Foto di rito con tanto di maglietta, conto alla rovescia, pronti via, come in una gara seria. La notte stellata e magnifica passa veloce: che fortuna! Se fosse stato di venerdì come l’anno scorso non se ne sarebbe fatto nulla con il tempaccio di ieri, ma questa volta la dea bendata ci ha voluto bene.

Poco dopo le cinque siamo in riva al lago dove ci aspetta Roberto per un ristoro degno dei migliori ultratrail (3 ore prima a Malgrate era stato il turno di Gianluca). Come da programma, dei 6 in partenza 4 amici si fermano, proseguiamo io e Marco; per la seconda tratta, da Lecco a Ballabio passando per il Coltignone e la Grignetta, si aggiungono Paolo, Giovanni e Lorenzo, fondamentali per la compagnia e per mantenere un buon passo, indispensabile per la lunghissima salita che ci aspetta.

Passo dopo passo su fino ai Resinelli dove puntuale ci aspetta Roberto, poi ancora salita fino alla cima di una Grignetta a dir poco sovraffollata. Di seguito una lunghissima discesa ci porta a Ballabio, c’è tempo solo ai Resinelli per un ristoro da Gianluca e per i saluti a figli e nipoti. A Ballabio ci lasciano 3 compagni d’avventura ma sono felice e fortunato perchè Marco, il vero “matto” di quest’anno, decide di proseguire fino in fondo; finora, a parte le difficoltà del percorso, tutto era “normale” perchè Roberto e Gianluca erano presenti in ogni punto raggiungibile per un ristoro, ma ora salutiamo Gianluca e poi sarà tutta un’altra storia: sono circa le 13, ci aspetta la salita più ripida di tutte, quella del Duemani, ma nei quasi 30 km che ancora mancano l’unico punto di appoggio disponibile è il rifugio Azzoni in cima al Resegone.

Ecco perchè, senza dimenticare la gratitudine per tutti gli amici che hanno contribuito a realizzare l’evento, il vero personaggio di questa edizione 0 è Marco, uno “sconosciuto tra sconosciuti” che ha creduto fino in fondo ad un’idea, gli ha prestato le gambe e l’ha fatta camminare, caspita quanto ha camminato!

Finalmente, dopo tanta strada, al calar del Sole siamo in cima al Magnodeno dove, sorpresa graditissima, ci aspetta Luca che ci accompagnerà nella discesa al buio. La fine non arriva mai, poi finalmente siamo sulla ciclabile dove ci viene incontro un folto gruppo di bambini che ci scorta fino all’arrivo: Gianluca, una vera e propria macchina organizzativa, ha pensato proprio a tutto, anche al comitato d’accoglienza. Stiamo camminando da 24 ore ma la sensazione è unica: stanchezza, felicità, soddisfazione, sorpresa, tutto si mescola in questo momento. Una stretta di mano ed un abbraccio “Grande Marco, non potevo trovare miglior compagno di avventura, ti meriti proprio questa vittoria!”

Poi, a casa quando ti fermi, pensi se hai ringraziato tutti quelli che hanno regalato il loro tempo: dagli amici che hanno fatto un po’ di strada con te a quelli che ti hanno ascoltato con interesse, ai due fondamentali “angeli custodi” Roberto e Gianluca  per il loro importantissimo supporto senza il quale tutto sarebbe stato più difficile. Infine un grazie particolare va a Marco Rigamonti, per la dimostrazione di carattere e per l’amicizia che è nata in 24 ore.

Adesso pensiamo al 2020, ora sappiamo che si può fare, che è un percorso estremamente impegnativo da un punto di vista fisico e tecnico, che c’è l’interesse di molti trailers, e soprattutto, che le idee camminano…con le gambe delle persone!

 

 

 

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