TRACCIATO E ALTIMETRIA

Tracciato

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Partenza dall’Addio monti presso via Buozzi. Proseguire in piano verso Lecco lungo la sponda dell’Adda fino al ponte Azzone Visconti, attraversarlo e svoltare a sinistra, attraversare la strada e dopo pochi metri prendere a destra via S.Michele (1,5 km). Seguire la mulattiera ( n.304) per qualche centinaio di metri fino ad una fontanella, poco avanti deviare a destra lungo il sentiero che subito ripido sale in mezzo al bosco fino a scollinare verso Pian Sciresa, attraversare il prato dritti verso il monte Barro sempre sul n.304 fino ad incrociare il “sentiero di mezzo” n.301. Questo è un tratto quasi piano su terreno morbido con minimi strappetti in salita, piacevolmente corribile. Seguirlo fino al Km5 circa dove si trova un’altra fontana nei pressi di una bacheca e un cartello che indica il sentiero delle creste n.305 sulla destra. Seguirlo con ripida salita fino a raggiungere il terzo corno. Da qui in avanti il panorama si apre proseguendo lungo la cresta meridionale del monte Barro, sospesi tra le luci della città e quelle della Brianza dalla parte opposta. Proseguire fino al secondo ed il primo corno. Dopo un’ampia sella erbosa attaccare l’ultimo strappo prima della cima dove un breve tratto su una roccia rappresenta l’unica difficoltà. Dalla cima (6,7 km) proseguire lungo il sentiero delle creste n. 304 verso il Sasso della Vecchia (alcuni brevi tratti un po’ esposti, prestare attenzione) dove si incrocia il sentiero n.1 per Pian Sciresa, seguirlo fino ad arrivare ad una biforcazione nel bosco, seguire la traccia più bassa a sinistra fino ad arrivare ad un centinaio di metri dalla baita degli alpini, nei pressi di un piccolo spiazzo erboso; sulla sinistra si stacca un piccolo sentiero che punta decisamente verso il basso, attraverso il bosco. I primi cento metri di dislivello prestare attenzione ai sassi ed al fango che rendono insidiosa la discesa, in seguito il sentiero si allarga decisamente e diventa corribile, seguirlo fino ad una recinzione dove al bivio prendere verso sinistra fino a sbucare dietro i primi condomini di Malgrate (9,2 Km).

Seguire via delle Primule, all’incrocio con Via Gaggio deviare a sinistra e seguirla per 150m fino ad un passaggio pedonale tra i condomini che porta nei pressi del ponte pedonale sopra la ferrovia, percorrerlo ed attraversare poi la SS 36 nei pressi della rotonda, deviare a sinistra e proseguire a margine della strada per 200m fino al semaforo, deviare a destra su via Roma e seguirla fino alla chiesa di Valmadrera, superata la piazza prendere verso sinistra Via Stoppani, proseguire poi per Via Belvedere fino alla cappelletta VARS (fontana). Seguire i segnavia 6 e 7 verso Moregallo fino al fontanino Sambrosera (quota 750 m, 14Km), deviare a destra seguendo il sentiero n.6 fino alla Bocchetta di Sambrosera. Fino a qui la salita, prima nel bosco e poi su terreno aperto e sassoso, è ripida e quasi senza interruzioni. Deviare a sinistra e rapidamente raggiungere la cima del Moregallo. Il primo tratto di discesa segue l’itinerario di salita fino alla Bocchetta di Sambrosera, qui deviare a sinistra verso Preguda n.6. Primi cento metri di dislivello in discesa su terreno molto ripido e scivoloso, prestare attenzione, in seguito il sentiero è sempre ripido ma alterna tratti sassosi ad altri più corribili. Rapidamente si arriva al Sasso di Preguda. Proseguire in discesa lungo il sentiero n. 6 fino al suo termine in Via piazza Rossè, seguirla fino a quando diventa Via Preguda, proseguire fino all’incrocio con Viale Promessi Sposi (20Km).

Attraversarlo, seguire Via Bovara, poi Via del Maglio, Via San Dionigi, Via Scatti e infine via Agudio che porta sul lungo lago (22,4 Km). Proseguire ora verso il ponte Kennedy visibile in lontananza, attraversarlo e continuare sul lungo lago di Lecco fino ad arrivare al benzinaio Tamoil, attraversare la strada e prendere poco piu avanti la strada che costeggia la statale 36 da cui è separata solo dal guard rail; dopo qualche decina di metri una stradina devia a destra (Km 26), passa sotto il ponticello della ferrovia e porta all’inizio di Via Spluga.

Inizia qui il tratto di salita più lungo e tecnico di tutto il tragitto. Proseguire per circa 300m fino ad incrociare Via Stelvio; attraversarla, di fronte ci sono dei cartelli segnaletici nei pressi dell’imbocco di un sentiero dopo un cancello. Seguiare il Sentiero dei Pizzetti n. 53 indicato dal cartello segnaletico. Il sentiero sale ripido prima nel bosco e poi attraverso balze rocciose con tratti attrezzati con catene facili ma sempre molto esposto ed estremamente panoramico. Si giunge infine sullo spiazzo dove è posto il Rifugio Piazza e la vicina chiesetta (28,6 Km fontana) di fianco alla quale si trova l’indicazione per il crocione del S.Martino, sentiero n.57; si sale ripidamente fino ad una sella (quota 1050 m circa), seguire a sinistra le indicazioni per il Corno Medale (attenzione a non prendere la successiva deviazione a sinistra per il Corno Regismondo o Bec). Si giunge al bivio per il sentiero n 59 GER e per il Coltignone.Seguirlo prestando sempre la massima attenzione a qualche tratto esposto. Si arriva dopo un lungo tratto quasi piano alla base di un canale sassoso che sale ripidissimo tra le pareti (attenzione alla caduta sassi), seguire il sentiero fino ad una evidente caverna dove sulla destra inizia un breve tratto con catene facile ma esposto, solo il primo passaggio è più impegnativo. Risalire poi il pendio erboso sempre ripidissimo sotto la cima del Coltignone. Quello appena percorso è probabilmente il tratto più faticoso di tutto il trail, ma anche uno dei più entusiasmanti per il paesaggio e la natura selvaggia che ci circonda.

Dalla cima (Km 30) seguire il sentiero che scende nel bosco, trascurare la prima deviazione a destra per la Cima di Calolden, prendere invece la seconda che con un tratto in discesa molto corribile.

Arrivati nei pressi del grattacielo dei Piani Resinelli (Km 32,5) prendere a destra Via Escursionisti e continuare diritti oltrepassando la chiesa (fontanella) fino al grande parcheggio, percorrerlo tutto, prendere Via Carlo Mauri a sinistra, proseguire oltre il Rifugio Soldanella dove la strada finora asfaltata diventa sterrata seguirla per qualche centinaio di metri fino a trovare il cartello che indica l’inizio del sentiero per la Cresta Sinigaglia a sinistra, sentiero n.1. La salita è molto ripida con tratti in cui prestare molta attenzione perchè friabili o esposti in particolare il Saltino del Gatto, e le paretine terminali prima della vetta, attrezzati con catene. Dalle vetta (Km 36), proseguire lungo il sentiero per imboccare la discesa lungo la Cresta Cermenati, via normale n.7 (attenzione al primo tratto con catene ed al terreno sempre sdrucciolevole e a volte esposto). Arrivati Rifugio Porta, a destra inizia Via Galbusera, all’inizio della quale deviare a sinistra per seguire il sentiero che attraverso il bosco riporta rapidamente su Via Carlo Mauri, attraversarla puntando verso sinistra e ripercorrendo qualche metro della via di salita, fino ad incrociare a sinistra Via Corno del Nibbio; al suo termine inizia la traccia di discesa seguirla superando una cascina semidiroccata, prima ai margini di un prato poi nel bosco, trascurare due deviazioni verso destra, proseguire fino al torrente Grigna, attraversarlo, continuare poi seguendo le indicazioni per Ballabio. Arrivati in Via Grigna (Km 42) proseguire in discesa sulla strada carrozzabile, prendere la prima deviazione a sinistra, Via Saffi poi Via Ferrari e Via Roma fino ad incrociare la provinciale della Valsassina;

attraversare la strada e imboccare subito alla nostra sinistra la mulattiera che risale il prato (Km 43), che subito diventa il sentiero per il bivacco Emanuela n.30 seguirlo nel bosco fino ad una baita a quota 1050m circa (Km 44,2). Dietro la baita a sinistra in corrispondenza della palina incomincia la traccia (bolli blu e azzurri) che sale stretta ed estremamente ripida fino a portarci sulla cresta, proseguire verso sinistra aggirando alcuni torrioni rocciosi (tratto esposto) per poi risalire il prato terminale fino all’evidente croce di vetta (Km 46). Scendere verso destra lungo il sentiero fino alla sottostante sella, deviare a sinistra e proseguire su sentiero ripido ma corribile, prima nel prato poi nel bosco fino alla sella erbosa nei pressi della Bocchetta di Desio, trascurare la deviazione a sinistra e quella che scende verso destra, proseguire diritti in risalita, aggirare a sinistra la Cima di Muschiada, raggiungere la località Muschiada, trascurare il sentiero che porta sulla sottostante sterrata ma proseguire diritti lungo la traccia fino a immettersi sulla strada per Morterone nei pressi della Forcella di Olino (Km 50,5).

Attraversare la strada e seguire il sentiero n.17 per Resegone, mantenersi lungo il sentiero, attenzione ad evitare la deviazione verso il Passo del Giuf, proseguire nel bosco superando la sorgente delle Forbesette (km 53,5), evitare la deviazione a sinistra per MTB; con breve strappo attraverso il bosco raggiungere il Colletto di Brumano da dove è ormai visibile la croce di vetta, continuare sul pendio terminale fino alla cima (Km 56). Ridiscendere fino al rifugio Azzoni e dalla terrazza che si affaccia sul versante meridionale della montagna imboccare il sentiero n.1 (via normale), attenzione ai primi tratti con roccette e punti esposti su terreno sempre sdrucciolevole e sassoso. Proseguire percorrendo tutto il prato di Pian Serrada al termine del quale il sentiero ricomincia scendere; dopo poco sulla sinistra un cartello indica la deviazione per sentiero della Staffa, Passo del Fo’. Seguirlo prestando attenzione a qualche tratto esposto ed ai sassi. In breve si giunge al Passo del Fo’ (Km 58,5 circa).

Seguire il sentiero per il Magnodeno n. 24, evitando di scendere fino alla Capanna Monza ma prestando attenzione a non percorrere il n.23 per la Cresta della Giumenta.

La traccia è ben visibile e quasi tutta corribile e piacevole. Arrivati alla croce del Magnodeno (Km 61), scendere dal lato opposto rispetto a quello di provenienza per il sentiero n.29 verso Corno di Grao e Camposecco fino al Bivacco Corti (Km 63), lasciare il sentiero n.29 a destra e proseguire dritti con una breve risalita e per un tratto quasi piano sempre sul dorso della montagna per circa 1 Km, proseguire poi in discesa attraverso il bosco fino ad arrivare ad un evidente croce posta in un punto panoramico sulla valle di Erve (Km 65), seguire il sentiero a destra (n. 29A), prima per un tratto piano panoramico poi per discesa ripida nel bosco fino a sbucare nel prato nei pressi di un agriturismo, di fronte al quale, su un colle è visibile il Castello dell’Innominato (Km 66). Proseguire lungo il tratto di sterrata in cui si è immesso il sentiero appena percorso, dietro l’agriturismo, subito sulla destra un sentiero entra nel bosco e lo percorre sempre ben evidente con alcuni strappi in risalita, brevi ma ripidi, continuare, evitando la deviazione per Camposecco sulla destra, fin alla località Piazzo (Km 67,5 circa). Superato il prato sotto le baite riprendere l’evidente sentiero n.29 che scende nel bosco. In breve si giunge a Maggianico, scendere a sinistra per una via ciottolata che costeggia un torrente (Km 68,5 circa).

Al termine della discesa all’incrocio sulla sinistra si trova la chiesa di S. Rocco, svoltare a destra e subito a sinistra in discesa per Via Olivieri, in fondo attraversare al semaforo di fronte all’ingresso del parco, proseguire dritti in leggera discesa verso la stazione, seguire il sottopasso pedonale, al termine della risalita svoltare a destra sul marciapiede fino ad un piccolo parcheggio da cui si vede, in fondo alla via che scende al lago, una rotonda, raggiungerla e attraversarla per immettersi sulla ciclabile, seguirla verso destra in direzione di Lecco centro fino a pervenire dopo circa 2 Km al punto di partenza presso l’Addio monti (Km 71 circa).

TRACCIATO E ALTIMETRIA

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