UNA TERRA LEGGENDARIA

STORIA DELLA TERRA TRA LAGO E MONTI

Ci fu un tempo in cui i popoli della pianura raccontavano di una leggendaria terra posta tra lago e monti a Nord della grande città. Si diceva che fosse circondata da prati e boschi fitti e verdi, in cui trovavano rifugio specie di animali e fiori che era difficilissimo vedere altrove. Era un vero paradiso terrestre perché in quel luogo l’acqua non mancava mai e scendeva da ogni angolo verso il lago; qualcuno, che diceva di esserci stato, raccontava però che quelli che da lontano sembravano monti erano in realtà dei giganti.

Il popolo di Lecco, così si chiamava la città posta in riva al lago, viveva felice delle ricchezze che quella terra regalava ai suoi abitanti. La gente di Lecco era capace di inventare e costruire ogni cosa con ciò che la natura metteva a disposizione, così che non c’era uomo che non avesse qualcosa da fare ogni giorno, e, soprattutto, non esisteva la povertà perché ciascuno provvedeva alla sua famiglia, ma non mancava mai di dare un aiuto a chi ne avesse necessità. Gli abitanti di Lecco conoscevano bene i giganti della loro fantastica terra, avevano fatto amicizia ed i giganti proteggevano la città da chiunque volesse arrecargli danno. Quelli che circondavano più da vicino la città erano cinque: c’era Messer Moregallo un gigante rude e roccioso che stava al di là del lago con il suo fido Destriero Barro, un elegante cavallo rivestito da un manto di foreste e prati fioriti;

Un fantastico tramonto invernale risalta le creste del Monte Barro che il GTPS percorre per intero in notturna, sospesi tra le stelle e le luci della città

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

a Moregallo spettava il compito di vigilare per proteggere la città da chiunque si avvicinasse con cattive intenzioni.

Ultimo tratto si salita ed ecco  la cima del Moregallo                                                           

Il versante orientale del Moregallo visto dal Coltignone   in basso, nascosto dagli alberi, il lago

Lontano, in fondo alla conca in cui sorgeva Lecco, stava Duemani, silenzioso e guardingo, ricoperto da terre selvagge, abituato alla solitudine dei grandi spazi e dei lunghi silenzi.

Il pendio costellato di torrioni rocciosi lungo la cresta di salita al Duemani, in secondo piano la cima

In evidenza l’ultimo tratto di salita lungo la cresta del Duemani, in fondo i bastioni del Coltignone, ai suoi piedi il lago


Già, il silenzio era ciò che gli necessitava per potere cercare la risposta giusta alle domande che gli venivano poste. Dall’altro lato della città, ad est, sedeva infatti sull’alto del suo trono re Resegone, di cui Duemani era fidato consigliere. La magnificenza di Resegone era ammirata da tutti, fin da lontano nessuno poteva confondere le sue guglie rocciose e le sue paurose balze che affascinavano e intimorivano qualsiasi uomo vi si avvicinasse.

L’altare sulla cima del Resegone, circondato da guglie e precipizi. In fondo il Coltignone e le Grigne, nascosto sulla destra il Duemani

Sua maestà il Resegone visto dalla cima del Magnodeno, in primo piano la dorsale che collega le due montagne

Infine, chiudeva la cerchia dei giganti Magnodeno, un giovane cavaliere che aveva promesso fedeltà al re, e per questo era stato nominato sua guardia personale; le sue propaggini scendevano giù in basso fino ad incontrare la città, e per questo una fitta rete di sentieri saliva dalle ultime case su verso l’alto del gigante.

Tramonto invernale dalla cima del Magnodeno in basso i laghi della Brianza

Era presente nella spedizione della grande città una giovane nobile della quale era impossibile non ammirare la bellezza. La giovane, di nome Grignetta, alla vista di Re Resegone se ne innamorò perdutamente affascinata dalla sua eleganza e maestosità; si fece quindi avanti ed esclamò: “Resegone, in segno di amicizia con il popolo della grande città, vengo da te come sposa promessa. Concedimi di sedere al tuo fianco a difesa di Lecco, porto con me il mio fido e forte scudiero Coltignone, perché possa con tutti voi vegliare su questa terra e le sue genti”.Un giorno, agli abitanti della grande città giunse notizia di questa terra ricca e bellissima, posta tra lago e monti; pensarono perciò che sarebbe stata un’ottima idea portare anche lassù, a Nord, la città dei grandi palazzi e delle grandi strade. Così organizzarono una spedizione che partì alla volta di Lecco per conquistarla. Quando si avvicinarono alla meravigliosa terra, e scorsero laggiù in fondo le prime case sulla riva del lago circondate da alte e ripide montagne, rimasero stupiti per la bellezza del luogo; nessun racconto poteva infatti descrivere così bene la sensazione di meraviglia che qualsiasi uomo provava di fronte a tale bellezza. Ma ecco che Moregallo, il severo guardiano della città, che aveva scorto l’avvicinarsi della spedizione e ne aveva intuito le intenzioni, fece sdraiare il fido destriero Barro di traverso, ad ostacolare l’accesso alla città; stese su di esso un mantello coperto di fiori e boschi, poi tuonò a gran voce, tanto da far tremare tutta la valle: “Uomini della grande città, fermatevi! Ho udito le vostre intenzioni, ma vi avverto, non avvicinatevi alla Terra tra lago e monti con mire di conquista; basterebbe una sola parola di Re Resegone ed i giganti posti a difesa della città vi scuoterebbero dai loro piedi. Da tempo viviamo in amicizia con la gente di Lecco perché ci conosce e rispetta, abita le nostre pendici e cura la bellezza dei nostri prati e boschi; perciò vi avverto, entrate in amicizia nella Terra tra lago e monti, ammirate l’incanto di questi luoghi e portate il ricordo alle vostre case, perché altri conoscano quale tesoro qui si nasconde”.

I Torrioni Magnaghi salendo lungo la Cresta Sinigaglia

Il profilo del Coltignone e della Grignetta si stagliano all’orizzonte di Maggianico

Fu così che ristabilita la pace, Grignetta e Coltignone furono trasformati in giganti e sedettero nella cerchia dei Monti di Lecco. Grignetta ancora oggi è la più amata dal popolo della grande città, Coltignone severo e arcigno ma elegantissimo continua a fare buona guardia dall’alto a Lecco ed al suo lago, Resegone troneggia da lassù e raccoglie l’ammirazione di chiunque si avvicini e salga le sue derte affascinato dalla sua eleganza e maestosità.

     

Dalla cima del Magnodeno in evidenza la prima parte del GTPS fino al passaggio sul lago